La commissione Cultura della Camera ha adottato un testo base per la nuova legge sul libro. La parte più discussa è quella che va a modificare la legge Levi (128/2011).

Nuovo tetto agli sconti

La legge Levi, che permette uno sconto fino al 15% sui volumi, viene ora modificata abbassando il tetto al 5% che diventa, sempre in termini generali, il massimo dello sconto che i rivenditori potranno applicare sul prezzo di copertina. Lo stesso limite vale per librerie, negozi online come Amazon e per gli stessi editori. Esentati dalle nuove norme i testi acquistati dalle biblioteche per uso interno, mentre per i libri di testo adottati dalle scuole rimane la possibilità di essere scontati fino al 15%.

Solo per alcuni periodi dell’anno, stabiliti in concerto con il ministero dei Beni culturali, le case editrici potranno scegliere di scontare al 20% i proprio volumi, fatta eccezione dei libri pubblicati nei sei mesi precedenti al periodo promozionale. In quello stesso periodo, le librerie potranno apporre il 15% di sconto sui prodotti sullo scaffale.

Le altre novità del documento

Il testo, in corso di approvazione, prevede che l’Antitrust, autorità incaricata di vigilare in materia di sconti e commercio, potrà chiedere agli uomini della Guardia di finanza di «svolgere accertamenti». All’articolo 7 della proposta di legge si parla di «card cultura»: si tratta di una carta elettronica, rilasciata a partire dal 2020, che permetterà ai soggetti più svantaggiati di acquistare libri, biglietti per musei, teatri e altri servizi culturali (simile alla carta dello studente).

Il testo istituisce anche il titolo di «Capitale italiana del libro»: ogni anno il Consiglio dei ministri assegnerà il titolo a una città, dopo una selezione definita insieme al ministero dei Beni culturali. La fortunata capitale riceverà mezzo milione di euro per finanziare i progetti e gli eventi che avranno luogo durante l’anno.