By Ambra Ravalico di Life Factory Magazine

Un romanzo storico. La vita di un sacerdote che diventa Padre-Soldato. Durante la Prima Guerra Mondiale hanno vissuto in prima linea donne e uomini dei quali i libri di testo non fanno menzione.  Sono passati in secondo piano ovviamente, ma pur sempre sono stati i veri protagonisti, ognuno con il proprio mondo attorno.
Uno di questi era Piero Raffaello.
SINOSSI: Don Piero è un giovane sacerdote nato e cresciuto al Portello, un quartiere popolare di Padova, sul finire dell’’800. Figlio di una fruttivendola molto religiosa e di un oste libertario, cresce nell’osteria del padre. Questa è un covo di socialisti e di anarchici tenuti d’occhio dalla polizia. Ordinato sacerdote negli anni della guerra di Libia, viene arruolato negli alpini come prete-soldato e mandato a combattere sul Pasubio. Lì conosce la crudeltà della guerra. Si fa amare dai commilitoni e si offre al posto di un padre di famiglia condannato a morte per diserzione. Salvato in extremis, torna a Padova nei giorni di Caporetto con i gradi di cappellano militare. Su incarico del vescovo si occupa di reduci e profughi in quella che è diventata la “capitale al fronte”.
Con l’armistizio di Villa Giusti l’Italia vince la guerra ma il destino, per don Piero, ha in serbo altro…
“…sei chiamato ad amare tutti allo stesso modo.
La tua vocazione non finisce oggi, ma domani continua da un’altra parte, con nuovi parrocchiani, che amerai come quelli del Portello.”
L’autore ci accompagna fedelmente  nel racconto inserendoci,  con scritto genuino e familiare; prima, nel contesto storico di un’Italia a cavallo tra l’ottocento ed il novecento, poi carrellando i protagonisti ed i loro intrecci, fino alla nascita di Don Piero, durante la presidenza di Francesco Crispi. 
Pierino figlio di Libero, padre praticamente ateo, e Nina, madre orfana cresciuta praticamente in Chiesa, è una sintesi dei due; dimostrando una religiosità ancora più spiccata e profonda di quella della madre, deve suo malgrado trasformarsi in un combattente di guerra.
Il testo è diviso in due parti che sostanzialmente distingue il pre dall’esperienza del Don durante la Guerra. Nel primo periodo assistiamo all’infanzia, agli studi, al periodo di Seminario fino a diventare sacerdote e a tenere le prime messe nella chiesa dell’Immacolata. Nella seconda parte dopo esser stato assegnato al Sesto Reggimento Alpini come barelliere, ci viene narrata la dura esperienza al fronte. Si può ben immaginare che questa parte del romanzo risulta più intensa e pregna di dolore. Spiccherà la figura del soldato fidato Domenico Cacciapuoti alias Mimmo Sfiga.
Don Piero sarà amato e benvoluto. Salvo per miracolo diventerà l’eroe di Col del boia e riuscirà a ritornare a casa. Qui però la vita gli riserverà altre sorprese.
Un romanzo didattico molto dettagliato ed esaustivo, frutto di una lunghissima ricerca.

Giudizio: 4/5