FONTE: LIFE FACTORY MAGAZINE

By Elisa Mura

Una storia dolorosa dal sapore neorealista, un mondo di fatica e ignoranza, dove solo la forza di una donna, poco più di una ragazza, riesce a sopravvivere giorno per giorno, anche se questa lotta estenuante spesso non viene ripagata dal destino, che si dimostra crudele e ingiusto.

Sinossi: Maria è una ragazza meridionale di umili origini, destinata a un matrimonio precoce. Ha due figlie da crescere e un marito alcolizzato. Dopo che questi l’ha abbandonata, dilapidando ogni risparmio, è costretta a rimboccarsi le maniche e ad affrontare la vita. Riuscirà a trovare consolazione e conforto nel suo padrone, il signor Arturo, che da anni è paralizzato a causa di una malattia rara. Tra drammi e fatiche quotidiane, alle prese con la miseria e la malattia di una figlia, Maria non smette di sperare. E quando la sua vita sembra prendere la giusta piega, un destino beffardo l’aspetta al varco.

il mio corpo è come un pezzo di ghiaccio, immobile, che si sta raffreddando giorno dopo giorno. Ma tutto consiste nel vedere cosa c’è al suo interno. Ricorda, se vi è solo ghiaccio, alla fine non resterà che dell’acqua asciugata dal sole, ma se vi è qualcosa di prezioso… ecco, quello resterà. Non dimenticare mai che è importante solo ciò che abbiamo dentro”
La metafora del diamante.

Durante lo svolgimento della vicenda, viene naturale provare tenerezza verso una protagonista così umile e amorevole con le sue figlie, fin troppo timorata di Dio, spesso una limitazione, e rincuorata dalla Provvidenza, ma che nel suo essere cela una profonda dignità.Ci troviamo in un piccolo paese di campagna del meridione, dove quasi nessuno possiede un televisore e le prospettive di una vita prospera sono assai basse: si lavora la terra, ci si occupa degli animali, si vende ciò che si riesce e, se si è fortunati, ci si sfama a ogni pasto.

Maria deve badare a due dolcissime bambine ed è costretta a spaccarsi la schiena e a cercare lavori extra per mantenere la casa. Quel disgraziato del marito, nullafacente e alcolizzato, non ha mai fatto nulla di buono per la moglie: dopo ripetute violenze domestiche, egli l’ha abbandonata e ha rubato i risparmi. La donna però non si arrende, non fino a quando può lottare, e trova conforto nell’aiutare l’anziano Arturo, un ricco invalido costretto all’immobilità, che ha una moglie senza cuore e anaffettiva. Alla morte di quest’ultimo, si prospetta un cambiamento nella vita di Maria, ma in questa storia incapperete in circostanze imprevedibili, surreali, che lasceranno a bocca aperta, come è successo a me.

L’autrice racconta la vicenda usando un linguaggio adatto a tutti, è semplice e scorrevole, non si sofferma su elementi inutili o descrizioni superflue, arriva dritta al cuore ed è un valore che tanti testi “infiorettati” non possiedono, soprattutto a chi dà più importanza al contenuto che all’involucro.

Voto: 4.5/5