FONTE: LIFE FACTORY MAGAZINE

By Teresa Beracci

ROSAMARIA, un romanzo di Giovanna Ventrella

Ciesse edizioni ci propone un libro davvero emozionante.

Sinossi: È l’estate del 1975 quando la piccola Anna arriva in un paesino del Sud per trascorrere le vacanze a casa dei nonni.

‘Mbà Michè, il nonno, le raccomanda di tenersi lontana da Rosamaria, la figlia di ‘mbà Pasquà, ma non aveva fatto i conti con la curiosità e la spontaneità dei bambini.  La mattina dopo Anna viene svegliata dai ragli di Matusa che in quel modo chiama Rosamaria. Le raggiunge e così comincia un’amicizia: ad Anna non importa che Rosamaria abbia la Sindrome di Down, e dopo qualche conflitto iniziale il legame diventa sempre più forte. Le comari e i compari del vicolo dove abitano i nonni di Anna, con le loro storie e caratteristiche comportamentali singolari, donano alla vicenda un sottofondo di innocente ironia. Ada, l’amica-maestra di Rosamaria; Il saggio ‘mbà Fonz; Pinella, la bisbetica e cattiva bisnonna di Anna; e il bambino Pio lo “Scellerato” accompagnano le due bambine, chi in modo positivo, chi in modo negativo, in questo viaggio emozionale molto particolare.

Un libro scorrevole, piacevole e anche molto tenero. A tratti triste ma sicuramente importante. La storia è diversa dalle altre, la protagonista è una bimba con la sindrome di Down che riesce nonostante questo a stringere delle belle amicizie e a trascorrere serena la sua infanzia.

Rosamaria è la dolce bimba di un libro breve ma intenso, riesce a strappare un sorriso e a regalare molte lezioni di vita.

La più importante è quella di non arrendersi di fronte alle diversità. Lei è come gli altri e Anna lo sa bene. Anna è la seconda protagonista di questa storia e ci descrive Rosamaria con parole dolci e amorevoli. Grazie a lei abbiamo ben chiaro il carattere di Rosamaria e del suo mondo, dei suoi affetti e della sua capacità di apprendere, della sua forza di volontà e della sua gioia di vivere e divertirsi, cantare e ballare. Del suo amore per gli animali e per le persone.

Mi hanno colpito molto le filastrocche popolari inserite come cornice alla storia e anche il canto indiano: particolari che danno una nota di colore e spensieratezza alla narrazione. Parole semplici, descrizioni efficaci e personaggi dall’aria genuina e familiare. Tanti gli ingredienti che danno vita ad un racconto dedicato principalmente all’amicizia e all’accettazione dell’altro nonostante le diversità.

Con un epilogo di cui non voglio svelare i particolari, siamo dinnanzi ad una rivelazione di forti sentimenti e stati d’animo, ad una Anna matura e riflessiva che ricorda Rosamaria e ne fa un ritratto davvero speciale.

Invito a leggere il libro perché sono sicura che lo apprezzerete davvero tanto e spero possiate coglierne tutte le sfumature che lo rendono così amabile.